| Ormai
la cena era finita da un pò, ma io adoravo
guardarla, mi piaceva proprio, l'adoravo, mi paceva
il sguardo, il movimento della bocca e quella
scollatura a dir poco fantastica dove si intravedevano
i seni, e solo al pensiero che dopo saremmo andati
a letto a fare l'amore mi eccitava da matti.
Nessuno dei due parla, quasi a non voler sciupare
l'atmosfera che ci circonda. Ci alziamo e ci avviciniamo
l'uno all'altro. I nostri visi si sfiorano, inaliamo
i nostri profumi, le nostre mani si cercano, si
trovano. Ci stringiamo in un lungo abbraccio.
Senza dire una parola lasciamo la stanza e saliamo
le scale, sempre mano nella mano, sempre in silenzio.
Entriamo in camera e ci sediamo sul letto. Ci
baciamo a lungo, le nostre mani scendono sui nostri
corpi, ci accarezziamo. All'improvviso ci blocchiamo.
Lei mi guarda a lungo. E' giunto il momento, entrambi
sappiamo che stasera ci ameremo, entrambi sappiamo
che stasera ci doneremo l'uno all'altro. Mi alzo
in piedi, lei mi segue e comincia a spogliarmi,
mi toglie la camicia, accarezza il mio petto e
lo bacia. Si stringe a me, le sue labbra salgono
verso il mio collo, lo sfiorano, lo accarezzano,
lo baciano. Si china, mi toglie i pantaloni e
poi si ferma. E' il mio turno. Con mano tremante
sbottono la sua camicetta e la tolgo. Uno stupendo
reggiseno nero di pizzo, fa capolino e incornicia
il suo piccolo ma allo stesso tempo delizioso
seno. Le tolgo anche quello e rimango a fissare
il suo petto nudo. La stringo a me, il contatto
tra le nostre pelli nude e' elettrizzante, sento
il calore del suo corpo sul mio. Le nostre mani
scivolano sulle nostre schiene. Stiamo a lungo
abbracciati, poi ci scambiamo un bacio improvviso,
violento, lungo, quasi animalesco. Le nostre lingue
rovistano nella bocca dell'altro, scavano, vanno
in profondita'. Sentiamo il respiro farsi sempre
piu' affannoso, i nostri movimenti piu' audaci,
le nostre carezze piu' spinte. Poi all'improvviso
riprendiamo il controllo, le nostre labbra si
staccano. Non una parola, non un sussurro, il
silenzio regna. Lei si sfila la gonna e le calze
e si distende sul letto. Giochiamo un po' ognuno
con il corpo dell'altro, finche' non riusciamo
piu' a trattenerci. L'attesa e' un dolce supplizio,
ma in questo momento e' difficile resistervi,
poiche' ognuno sa cosa abbiamo intenzione di fare,
sappiamo che questa volta non ci fermeremo.
La guardo. E' bellissima, con quell'aria da bambina
innocente, ma allo stesso tempo maliziosa e piena
di deliziosi presagi. Vorrei gettarmi su di lei,
farla mia subito, sento l'eccitazione che cresce
dentro di me, la desidero, e vedo nei suoi occhi
il desiderio corrisposto, come se mi supplicasse
di farlo, come se mi implorasse. C'e' anche dell'altro,
leggo un po' di timore, forse ansia, sta tremando
anche se non vuole che me ne accorga. Mi giro,
prendo la scatoletta che lei stasera mi ha regalato,
sfilo un profilattico e mi volto nuovamento. Sdrammatizzo:
"Cosa vedo !! Una Paperetta in difficolta'
!! Niente paura ecco Super Paperotto l'aiuta Paperette
incappucciato" esclamo rivolto al mio membro.
Mi guarda, vede il profilattico. Ride, gioiosa,
felice.
E' una risata liberatoria, che fuga l'ansia e
il timore. Mi accorgo che e' pronta. Gioco ancora
un po' "Forse non e' il caso, sara' meglio
rivestirci e magari lo faremo un'altra volta"
le dico. Non sono credibile, io nudo con il membro
in erezione e un profilattico in una mano davanti
a lei nuda e distesa sul letto. "No ti prego
non andare" implora, con quelli occhioni
supplicanti. La guardo, non ho assolutamente intenzione
di andare. Mi avvicino sempre di piu', le prendo
le gambe con le mani, le scosto lievemente, appoggio
delicatamente la punta del glande sulle sue grandi
labbra, la sfioro delicatamente, solleticandogliele,
dopo qualche secondo comincio a scoparla, lei
comincia ad ansimare, il movimento diventa veloce,
la penetro sempre più forte, ho voglia
di esplodere, dopo qualche minuto non resisto
più devo venire, anche lei sento che stà
per venire, e così siamo esplosi in un
turbine di godimento.
Adesso siamo lì sfiniti nel letto quasi
ci fossimo staccati dalla realtà.
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