Racconti Erotici 69 - Cena di passione
Cena di passione
Ormai la cena era finita da un pò, ma io adoravo guardarla, mi piaceva proprio, l'adoravo, mi paceva il sguardo, il movimento della bocca e quella scollatura a dir poco fantastica dove si intravedevano i seni, e solo al pensiero che dopo saremmo andati a letto a fare l'amore mi eccitava da matti.
Nessuno dei due parla, quasi a non voler sciupare l'atmosfera che ci circonda. Ci alziamo e ci avviciniamo l'uno all'altro. I nostri visi si sfiorano, inaliamo i nostri profumi, le nostre mani si cercano, si trovano. Ci stringiamo in un lungo abbraccio.
Senza dire una parola lasciamo la stanza e saliamo le scale, sempre mano nella mano, sempre in silenzio. Entriamo in camera e ci sediamo sul letto. Ci baciamo a lungo, le nostre mani scendono sui nostri corpi, ci accarezziamo. All'improvviso ci blocchiamo.
Lei mi guarda a lungo. E' giunto il momento, entrambi sappiamo che stasera ci ameremo, entrambi sappiamo che stasera ci doneremo l'uno all'altro. Mi alzo in piedi, lei mi segue e comincia a spogliarmi, mi toglie la camicia, accarezza il mio petto e lo bacia. Si stringe a me, le sue labbra salgono verso il mio collo, lo sfiorano, lo accarezzano, lo baciano. Si china, mi toglie i pantaloni e poi si ferma. E' il mio turno. Con mano tremante sbottono la sua camicetta e la tolgo. Uno stupendo reggiseno nero di pizzo, fa capolino e incornicia il suo piccolo ma allo stesso tempo delizioso seno. Le tolgo anche quello e rimango a fissare il suo petto nudo. La stringo a me, il contatto tra le nostre pelli nude e' elettrizzante, sento il calore del suo corpo sul mio. Le nostre mani scivolano sulle nostre schiene. Stiamo a lungo abbracciati, poi ci scambiamo un bacio improvviso, violento, lungo, quasi animalesco. Le nostre lingue rovistano nella bocca dell'altro, scavano, vanno in profondita'. Sentiamo il respiro farsi sempre piu' affannoso, i nostri movimenti piu' audaci, le nostre carezze piu' spinte. Poi all'improvviso riprendiamo il controllo, le nostre labbra si staccano. Non una parola, non un sussurro, il silenzio regna. Lei si sfila la gonna e le calze e si distende sul letto. Giochiamo un po' ognuno con il corpo dell'altro, finche' non riusciamo piu' a trattenerci. L'attesa e' un dolce supplizio, ma in questo momento e' difficile resistervi, poiche' ognuno sa cosa abbiamo intenzione di fare, sappiamo che questa volta non ci fermeremo.
La guardo. E' bellissima, con quell'aria da bambina innocente, ma allo stesso tempo maliziosa e piena di deliziosi presagi. Vorrei gettarmi su di lei, farla mia subito, sento l'eccitazione che cresce dentro di me, la desidero, e vedo nei suoi occhi il desiderio corrisposto, come se mi supplicasse di farlo, come se mi implorasse. C'e' anche dell'altro, leggo un po' di timore, forse ansia, sta tremando anche se non vuole che me ne accorga. Mi giro, prendo la scatoletta che lei stasera mi ha regalato, sfilo un profilattico e mi volto nuovamento. Sdrammatizzo: "Cosa vedo !! Una Paperetta in difficolta' !! Niente paura ecco Super Paperotto l'aiuta Paperette incappucciato" esclamo rivolto al mio membro. Mi guarda, vede il profilattico. Ride, gioiosa, felice.
E' una risata liberatoria, che fuga l'ansia e il timore. Mi accorgo che e' pronta. Gioco ancora un po' "Forse non e' il caso, sara' meglio rivestirci e magari lo faremo un'altra volta" le dico. Non sono credibile, io nudo con il membro in erezione e un profilattico in una mano davanti a lei nuda e distesa sul letto. "No ti prego non andare" implora, con quelli occhioni supplicanti. La guardo, non ho assolutamente intenzione di andare. Mi avvicino sempre di piu', le prendo le gambe con le mani, le scosto lievemente, appoggio delicatamente la punta del glande sulle sue grandi labbra, la sfioro delicatamente, solleticandogliele, dopo qualche secondo comincio a scoparla, lei comincia ad ansimare, il movimento diventa veloce, la penetro sempre più forte, ho voglia di esplodere, dopo qualche minuto non resisto più devo venire, anche lei sento che stà per venire, e così siamo esplosi in un turbine di godimento.
Adesso siamo lì sfiniti nel letto quasi ci fossimo staccati dalla realtà.

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