| Fabio
oltre ad essere un tipo stranissimo, è
un assatanato di fighe impressionante. Per questo
lo vedi sempre tutto tirato sempre in cerca di
qualche ragazza disposta a concedergli una scopatina,
perciò và in giro sempre attivissimo
con i suoi tre telefonini, non gli telefona mai
nessuno, ma lui telefona a tutti. Fabio alterna
momenti di euforia ad altri di stentata apatia.
Fabio è un uomo solo, con le proprie paure.
C’è stato un periodo che Fabio non
si vedeva più al solito bar, si vociferava
che bazzicasse alcuni night club, uno in particolare
il pai-pai, noto perché frequentato da
trans. Lui probabilmente era l’unico all’oscuro
di questo. Ieri sera lo incontro al bar, al solito
bar. Strano penso, lo vedo un po’ giù
di corda, seduto in disparte mentre tracanna una
cerez, una sigaretta spenta appesa al labbro inferiore
della bocca e una accesa in mano. E’ solo,
ma parlotta e gesticola con le mani, dondola la
testa come per dire eh no, no no no cazzo, proprio
no! La cosa non mi piace per niente. Vado al bancone,
prendo una moretti rossa e pago anche quella di
Fabio. Mi siedo di fronte a lui, pare non notarmi,
ma inizia a raccontare. “Senti questa Teo,
l’altra sera al pai-pai incontro una sventola
di bionda, sai che io con le donne non batto mai
chiodo, questa dé mi si avvicina, gambe
mozzafiato su cui se ne sta appollaiato un culo
disegnato, tette enormi, labbra gonfie da urlo
che scatenano pensieri fellaziosi. Io non lo interrompo,
ma lui prende un sorso di birra e si accende una
terza sigaretta. Insomma quando una tipa del genere
si avvicina e mi offre da bere, a me capisci,
proprio a me, uno due tre passaggi di rum, poi
con accento slavo mi chiede se la posso accompagnare
fuori, io dico si cazzo, quando mi ricapita una
storia così. Usciamo, saliamo in macchina,
la sua, una mercedes coupe interni in pelle. Appena
entrati mi mette le mani fra le gambe, mi sbottona
e mi lavora l’uccello con una bramosia inaudita,
alla fine si ingoia tutto leccandosi anche le
goccioline che gli erano schizzate sulle dita…
Poi mi dice – ora fammi felice, dai bello
tocca a te- e mentre dice così si alza
quel quarto di gonna che già poco la copriva,
ma… cazzo cazzo cazzo… cioè
voglio dire che non c’era un boschetto di
fragole li sotto, ma un malinteso ritto e piuttosto
grosso. Manda giù un sorso di birra, aspetta
un attimo con la bottiglia in mano, poi ne ribeve
un sorso più lungo, stropiccia una sigaretta
senza accenderla, poi me ne offre una e ne accende
una per se. Cosa dovevo fare? mi chiede, dovevi
dirgli grazie di tutto e congedarti, oppure dargli
un pugno sul grugno, gettarlo dall’auto
e andartene a tutta col suo coupe, farci un bel
giro finché c’era benzina, poi abbandonarla
con tutte e quattro le gomme bucate. No cazzo,
non ho fatto così, non ho fatto niente
di tutto questo. Sono rimasto spiazzato e, quando
lei mi ha preso la testa fra le mani spingendola
fra le sue gambe, non ho trovato meglio da fare
che succhiarglielo… be si ho succhiato,
leccato, pompato… cazzo, ma non veniva mai
lo stronzo, allora l’ho morso… mi
ha riempito la bocca e la gola, fanculo fanculo
fanculo, ho ingoiato tutto… tutto. Dopo
sono scappato via, ho raggiunto la mia macchina
e quando sono salito ho vomitato anche la colazione
del giorno prima. Cazzo che storia Fabio, la prima
donna che rimorchi e ti tocca fargli un pompino,
che storia di merda Fabio. Già Teo, già…
e non so nemmeno come si chiama, si alza e si
allontana, io penso stronzo almeno dimmi grazie
per la birra.
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