| Sono
un ragazzo molto simpatico a cui piace molto divertirsi,
ma ultimamente a causa del mio lavoro mi diverto
poco, e di conseguenza frequento poche ragazze,
e alla fine non scopo, e come mi succede gli ultimi
periodi prevedevo un'altra sera di lavoro, e poi
a casa a guardarmi il mio solito pornazzo, ma
quella sera in ufficio la donna delle pulizie
mi ha rallegrato la serata.
Mancavano due giorni a Natale e di pomeriggio
ero al lavoro, faccio la settimana corta con 5
rientri pomeridiani.
Quel giorno eravamo in tre in ufficio, io, un
mio collega e Roberta, la ragazza delle pulizie.
Improvvisamente squilla il telefono: "Alberto,
sono Luca. Ti volevo avvisare che sto andando
in verifica con Giuseppe (uno spedizioniere che
conosciamo) e che prevedo rientrare verso le 18:00.
Siccome da domani non ci sono, ti auguro Buon
Natale".
"Buon Natale anche a te".
A quel punto rimango in ufficio con Roberta.
Ad un certo punto Roberta (quel giorno stava sostituendo
la madre) entra nella mia stanza.
Con lei, ormai, ci diamo del tu.
"Ciao Alberto" dice con tono confidenziale,
visto che ormai ci conosciamo abbastanza bene.
"Ciao Roberta" rispondo.
"Questa è l’ultima stanza che
devi fare ?".
"Confermo, questa è l’ultima
stanza che devo pulire. Sei solo soletto?".
"Si. Ma meno male che c’è uno
splendore di ragazza come te a tenermi compagnia".
"Dai, non dire così, mi fai arrossire".
"Se tu non avessi il ragazzo, ti farei la
corte".
"E, magari" rispose scherzosamente,
"mi porteresti a casa tua per scoparmi".
"A casa mia!" risposi esclamando.
Cogliendo la palla al balzo ed avvicinandomi a
lei, continuai: "non ti scoperei a casa mia,
ma lo farei qui, in questo istante".
A quel punto diventò rossa e rispose: "Ma
dai".
Rispose, credendo che non avessi il coraggio di
farlo, "non ne saresti capace".
"Ah si!" e, appena finito di parlare,
le fiondo un bacio sulle labbra.
"Ma che fai, ti ricordo che sto felicemente
con un ragazzo e....".
"Non è qui insieme a te" risposi,
continuando la sua frase.
"Per cui, fino a quando non hai la fede al
dito, sei libera di scoparti tutti gli uomini
che vuoi".
"Pensi che sia una troia?".
"Non l’ho pensato minimamente. Ma,
una volta ogni tanto, bisogna farsi una scopata
liberatoria".
Solo all’idea di scoparmela mi si indurisce
l’arnese e sembra che voglia sfondare i
pantaloni.
"Complimenti, noto che ti si è indurito".
"Hai ragione e, se vuoi, ti ci puoi divertire
un po’".
A quel punto la «santarellina» si
mette in ginocchio di fronte a me, abbassa la
cerniera lampo, lo tira fuori ed esclama: "spero
di essere all’altezza di questo bell’arnese!".
Finita la frase, si mette subito all’opera.
Prima inizia a leccare la cappella e, poi, la
lecca da cima a fondo, infilandoselo dentro la
bocca fino ad arrivare alle palle.
La leccata fu sublime a tal punto da farmi sborrare
subito e lei non se l’è fatta dire
due volte.
Dopo aver ospitato nella sua bocca tutta quella
sborra, mi ripulisce a dovere l’arnese.
"Cavolo! Sei brava a fare i pompini".
"Modestamente, mi sono allenata con il cazzo
del mio ragazzo. Adesso vediamo se il tuo arnese
è all’altezza di farmi godere".
Detto fatto.
Si toglie pantaloni e slip, si siede sulla mia
scrivania e divarica le gambe, mostrando la sua
fica.
Le porto il bacino quasi al limite del tavolo,
le faccio inarcare la schiena all’indietro
e le sfondo la fica con l’arnese.
Roberta ha un sussulto, ma si riprende subito.
Dopo un po’ che ho iniziato a pompare vedo
la sua faccia fare delle smorfie di goduria.
Le sbottono la camicia, le tolgo il reggiseno
e le prendo le tette, iniziando a palparle.
La faccio distendere sul tavolo e le alzo le gambe
fino a fare appoggiare le caviglie sulle mie spalle.
"Aaaah.... Aaaahh..... Ti supplico di non
fermarti, quanto mi piace sentire un bel cazzo
che mi entra dentro la fica. Che bellooooo....
Vai cosììììì....
Oh mammaaaa miaaaa.... E vaiiiiiiiiiiii..... Siiiiiiiiiiii....
Godooooooooooooo".
"I miei complimenti" dice appena si
è ripresa dalla sborrata.
Aggiungendo: "abbiamo fatto una stupenda
cavalcata ed è una bella soddisfazione
sentire tutto il tuo sperma dentro di me".
Si distende totalmente sul tavolo e facciamo un
bel 69, ripulendo a dovere le parti intime dell’altro.
Appena finito aspetto che lei scenda dal tavolo,
l’acchiappo per i fianchi, la giro, posizionandola
a 90°, e le divarico le gambe.
"Ti prego di non sfondarmi il culo, quello
lo voglio donare solo al mio ragazzo per il giorno
del suo compleanno".
"Mi dispiace. Ma lo devo collaudare a dovere".
Detto fatto.
Afferro il cazzo e lo conficco nel culo di Roberta,
la quale sobbalza dal forte dolore.
"AAAAAH!" urla. "M’hai fatto
male".
Dopo aver aspettato un attimo per farla riprendere,
parto con un’ingroppata talmente forte da
far spostare il tavolo.
"Finalmente abbiamo finito, adesso il tuo
culo è pronto per ospitare il cazzo del
tuo ragazzo e sono felice di averti soddisfatta".
"Anzi, ti devo ringraziare io, m’hai
fatto passare una bella giornata prima di Natale
e, adesso, sono pronta per soddisfare il mio ragazzo".
Ci siamo ricomposti e ha ripulito il tavolo dai
residui della cavalcata.
"Buon Natale".
"Buon Natale e felice «cavalcata»
con il tuo ragazzo".
Da quel giorno non l’ho più rivista,
ma non dimenticherò quel magnifico pomeriggio
in ufficio.
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