Racconti Erotici 69 - Zia Sabrina
Zia Sabrina
Come tutte le famiglie tradizionaliste, a Natale si mangia in famiglia, e come ogni anno mi recai a casa dei miei nonni, rispetto gli ultimi anni c'era una mia zia Sabrina che non vedevo da parecchio tempo, e la sorpresa fu bellissima, vedendo una donna così bella e prorompente, fin da piccolo era stata la protagonista dei miei libidinosi sogni adolescenziali, ed ora anche se era passato qualche anno non passava certo inosservata.
Il suo aspetto di donna matura, ha quaranta anni, i suoi lunghi capelli castani che le ricadono boccoluti sulle spalle, le sue labbra carnose, i suoi occhi verdi, ma sopra tutto il suo generoso seno, che lei evidenzia sempre indossando camicette o top attillatissimi, le conferiscono quell'aria da porca che aveva anche quella sera.
Sedeva a tavola accanto a me, ed io non riuscivo a staccare gli occhi dalla scollatura della sua camicetta di seta bianca, intravedevi i suoi seni avvolti in un reggiseno di pizzo nero, e fantasticavo.
Lei mi sorrideva e chiacchierava amabilmente con me, era impossibile che non si fosse accorta dei miei sguardi, infatti verso la fine della cena mi disse:
<Hai degli occhi bellissimi!>
Io interpretai la sua frase come un invito e fatto più audace allungai una mano sotto il tavolo fino alle sua gambe, mi insinua nel profondo spacco della sua gonna di pelle nera e l'appoggiai sulle sue gambe, temevo il peggio, ma lei sorrise e esclamò
<Questo vino rosso così forte, mi da alla testa!>
le riempii il bicchiere, lo vuotò subito, e dopo passò la sua mano sopra la mia patta, il mio cazzo era duro, pietrificato, lo accarezzò un' attimo, poi apri leggermente le gambe.
Io non ho resistito all'invito ed ho lasciato salire la mia mano lungo le sue cosce avvolte in fini calze nere fino alla sua fica, era calda, ho scostato le mutandine.
Lei mi guardava, i suoi occhi erano lucidi, si inumidì le labbra con la lingua e disse
<Voglio un pò di carne!>
sfilai il dito, nascondendolo con il tovagliolo lo portai alla bocca e lo ripulii, il suo sguardo non si staccava da me, le passai il vassoio della carne.
Terminata la cena ci fu la noiosissima cerimonia dello scambio dei regali, io non mi allontanavo troppo da lei così da riempirle sempre il calice di champagne e da sfruttare ogni occasione per sfiorare il suo corpo.
Verso l'una tutti cominciarono a salutare i parenti ed a fare ritorno a casa, lei indosso la pelliccia e venne a salutare mentre le davo un casto bacio da nipote a zia le leccai il lobo con la lingua, lei mi disse
<Ho ancora una fame!>
poi andò via.
Usci subito dopo di lei, la vidi salire in macchina e mettere in moto, la seguii e la raggiunsi sul portone di casa sua, mi sorrise e mi fece entrare.
Le infilai la lingua in bocca la sua era calda, si muoveva abilmente. Sentivo la sua mano che mi slacciava i calzoni, che lo tirava fuori, appena fu libero le dissi
<Hai ancora fame, troia!>
<Si!>
La spinsi giù a terra in ginocchio, lei subito lo prese in bocca cominciando a succhiarlo avidamente, avvolsi una mano nei suoi lunghi capelli per guidare il ritmo di quel meraviglioso pompino, ma non vene era bisogno evidentemente ai miei piedi vi era una delle più abili troie della città.
<Succhi il cazzo veramente bene zia, vedo che hai una notevole esperienza.>
Mi sorrise con aria da porca senza sfilarselo dalla bocca, mentre con l'altra mano si stava furiosamente masturbando.
Le riempii la bocca di sperma, lei venne insieme a me, rivoli di saliva mista a sperma le colava dai lati della bocca mentre mi sorrideva felice. Ci baciammo
<Mi piace succhiare il cazzo!>
Le tolsi la camicetta scoprendo così i suoi seni, cominciai a leccarle i grandi capezzoli.
Intanto lei mi accarezzava il cazzo, lo sentivo tornare duro nelle sue abili mani,
<Andiamo sul letto!>
mi disse e si alzò, tenendomi per mano mi guidò fino alle scale.
Comincio a salire davanti a me, io impazzivo alla vista di quel culo e di quelle tette che mi ballonzolavano davanti agli occhi. La spinsi avanti con violenza e sollevatale la gonna avvicinai il mio cazzo al suo culo, lei si voltò e vidi uno sguardo perverso nei suoi occhi, cominciai a spingerlo dentro, dentro al suo culo.
<No!> mi disse,
<Cosa fai… così me lo metti nel culo!>
<E' quello che voglio.> risposi, <Non dirmi che è la prima volta!>
<Stai zitto e sfondami il culo, scopami il culo fammelo sentire!>
fu la sua risposta... la strada per il letto era ancora tanto lunga.




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