| Come
tutte le famiglie tradizionaliste, a Natale si
mangia in famiglia, e come ogni anno mi recai
a casa dei miei nonni, rispetto gli ultimi anni
c'era una mia zia Sabrina che non vedevo da parecchio
tempo, e la sorpresa fu bellissima, vedendo una
donna così bella e prorompente, fin da
piccolo era stata la protagonista dei miei libidinosi
sogni adolescenziali, ed ora anche se era passato
qualche anno non passava certo inosservata.
Il suo aspetto di donna matura, ha quaranta anni,
i suoi lunghi capelli castani che le ricadono
boccoluti sulle spalle, le sue labbra carnose,
i suoi occhi verdi, ma sopra tutto il suo generoso
seno, che lei evidenzia sempre indossando camicette
o top attillatissimi, le conferiscono quell'aria
da porca che aveva anche quella sera.
Sedeva a tavola accanto a me, ed io non riuscivo
a staccare gli occhi dalla scollatura della sua
camicetta di seta bianca, intravedevi i suoi seni
avvolti in un reggiseno di pizzo nero, e fantasticavo.
Lei mi sorrideva e chiacchierava amabilmente con
me, era impossibile che non si fosse accorta dei
miei sguardi, infatti verso la fine della cena
mi disse:
<Hai degli occhi bellissimi!>
Io interpretai la sua frase come un invito e fatto
più audace allungai una mano sotto il tavolo
fino alle sua gambe, mi insinua nel profondo spacco
della sua gonna di pelle nera e l'appoggiai sulle
sue gambe, temevo il peggio, ma lei sorrise e
esclamò
<Questo vino rosso così forte, mi da
alla testa!>
le riempii il bicchiere, lo vuotò subito,
e dopo passò la sua mano sopra la mia patta,
il mio cazzo era duro, pietrificato, lo accarezzò
un' attimo, poi apri leggermente le gambe.
Io non ho resistito all'invito ed ho lasciato
salire la mia mano lungo le sue cosce avvolte
in fini calze nere fino alla sua fica, era calda,
ho scostato le mutandine.
Lei mi guardava, i suoi occhi erano lucidi, si
inumidì le labbra con la lingua e disse
<Voglio un pò di carne!>
sfilai il dito, nascondendolo con il tovagliolo
lo portai alla bocca e lo ripulii, il suo sguardo
non si staccava da me, le passai il vassoio della
carne.
Terminata la cena ci fu la noiosissima cerimonia
dello scambio dei regali, io non mi allontanavo
troppo da lei così da riempirle sempre
il calice di champagne e da sfruttare ogni occasione
per sfiorare il suo corpo.
Verso l'una tutti cominciarono a salutare i parenti
ed a fare ritorno a casa, lei indosso la pelliccia
e venne a salutare mentre le davo un casto bacio
da nipote a zia le leccai il lobo con la lingua,
lei mi disse
<Ho ancora una fame!>
poi andò via.
Usci subito dopo di lei, la vidi salire in macchina
e mettere in moto, la seguii e la raggiunsi sul
portone di casa sua, mi sorrise e mi fece entrare.
Le infilai la lingua in bocca la sua era calda,
si muoveva abilmente. Sentivo la sua mano che
mi slacciava i calzoni, che lo tirava fuori, appena
fu libero le dissi
<Hai ancora fame, troia!>
<Si!>
La spinsi giù a terra in ginocchio, lei
subito lo prese in bocca cominciando a succhiarlo
avidamente, avvolsi una mano nei suoi lunghi capelli
per guidare il ritmo di quel meraviglioso pompino,
ma non vene era bisogno evidentemente ai miei
piedi vi era una delle più abili troie
della città.
<Succhi il cazzo veramente bene zia, vedo che
hai una notevole esperienza.>
Mi sorrise con aria da porca senza sfilarselo
dalla bocca, mentre con l'altra mano si stava
furiosamente masturbando.
Le riempii la bocca di sperma, lei venne insieme
a me, rivoli di saliva mista a sperma le colava
dai lati della bocca mentre mi sorrideva felice.
Ci baciammo
<Mi piace succhiare il cazzo!>
Le tolsi la camicetta scoprendo così i
suoi seni, cominciai a leccarle i grandi capezzoli.
Intanto lei mi accarezzava il cazzo, lo sentivo
tornare duro nelle sue abili mani,
<Andiamo sul letto!>
mi disse e si alzò, tenendomi per mano
mi guidò fino alle scale.
Comincio a salire davanti a me, io impazzivo alla
vista di quel culo e di quelle tette che mi ballonzolavano
davanti agli occhi. La spinsi avanti con violenza
e sollevatale la gonna avvicinai il mio cazzo
al suo culo, lei si voltò e vidi uno sguardo
perverso nei suoi occhi, cominciai a spingerlo
dentro, dentro al suo culo.
<No!> mi disse,
<Cosa fai… così me lo metti nel
culo!>
<E' quello che voglio.> risposi, <Non
dirmi che è la prima volta!>
<Stai zitto e sfondami il culo, scopami il
culo fammelo sentire!>
fu la sua risposta... la strada per il letto era
ancora tanto lunga. |